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Colonnine di ricarica in Emilia Romagna, non parliamo di svolta please

Leggo della “prossima” installazione di 80 colonnine di ricarica in Emilia Romagna, tra Bologna, Reggio Emilia, Rimini, Imola e Modena (in definizione anche altre colonnine per Parma e Piacenza). La notizia è sicuramente positiva, se non fosse che alcuni giornalisti l’avvicinano ad una “svolta” elettrica della Regione, cosa sinceramente fuori luogo: le 80 colonnine installate con Hera ed Enel servono a poco senza il denaro per gli incentivi all’acquisto di veicoli che sostituiscano il parco auto inquinante.

Sicuramente meglio di niente, diranno i vari proprietari di veicoli elettrici (penso soprattutto biciclette a pedalata assistita) che ora faticano per trovare punti di ricarica. Però per segnare una svolta insomma ci vuole ben altro… lo sa Guido Elettrico ma lo sanno soprattutto gli abitanti dell’Emilia Romagna, secondo me.

Sempre imbarazzante oltretutto, è leggere le mirabolanti previsioni secondo cui il “prossimo anno”, cioè il 2012, sarà l’anno della SVOLTA anche per il mercato dell’auto elettrica, l’anno della VERITA’ (?).
Insomma ogni “prossimo anno” ormai è l’anno giusto… mentre quello attuale mai nessuno che lo giudichi un fiasco, che ne cerchi i motivi, che ne analizzi le peculiarità.
Secondo me, il 2012 NON sarà l’anno del rilancio dell’economica mondiale e quindi, di conseguenza, non potrà essere l’anno della diffusione dei veicoli elettrici, che oggi sono ancora purtroppo mediamente più cari e meno performanti dei cugini inquinanti, che invece lo sono sempre meno per fortuna almeno della salute pubblica.
E a dirla tutta non credo neanche che ci si possano aspettare grandi numeri concentrati in un unico anno, fosse anche fra 3 o 5 anni. Insomma le auto elettriche probabilmente continueranno a infiltrarsi in mezzo ai veicoli con motore endotermico in modo silenzioso e senza troppo clamore.

Tanto è vero che la stessa Renault, che sembra crederci veramente tanto alla mobilità elettrica (sia come gamma di veicoli, sia come sforzo di comunicazione), prevede che potremmo aspettarci un parco auto elettrico non superiore al 10% nel 2020, leggasi fra 8 anni).

Guido:

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