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A Copenhagen la prima Ride Green Eco Enduro, gara enduro elettriche

Alla conferenza ONU sul clima di Copenhagen i “grandi” della terra NON si sono messi d’accordo, o meglio dicono di aver trovato una specie d’intesa… senza però che ne siano derivati vincoli. Si impegnano a limitare l’innalzamento della temperatura terrestre di soli 2 gradi… dopo aver visto e sentito che oltre la temperatura più calda causerebbe (causerà, aggiungo) conseguenze disastrose per la maggior parte della popolazione.
E questo per noi tutti è TREMENDO, fa vedere buio il futuro già dei nostri figli, per non parlare di quello dei nipoti, che si ritroveranno ormai quasi certamente un pianeta Terra ben diverso da quello che hanno conosciuto e vissuto i loro nonni.

In mezzo a tante news negative da Copenhagen un’evento positivo non è passato da giornali e telegiornali: la FIM (Federazione Motociclistica Internazionale) ha organizzato il “FIM Ride Green Eco Enduro“, cioè la prima gara di enduro a livello internazionale dedicata alla moto elettriche.
Non una garetta dimostrattiva e basta,
una vera e propria gara di Enduro di tre giorni con trasferimenti e prove cronometrate, con tanto di campioni delle 2 ruote… alcuni pluridecorati, come Joel Smets (5 volte mondiale di cross nella 500) e in questa competizione ha vinto il francese Fabien Flamet.
L’enduro è sempre stato visto come uno sport antiecologico, e questo evento sportivo ha voluto appunto ricordare come invece sia già oggi possibile su brevi percorsi (e sempre più lunghi potranno essere in futuro) praticarlo in modo eco-compatibile con l’utilizzo di moto elettriche. Le moto elettriche, infatti, non solo non inquinano l’aria pura dei boschi o sporcano con l’olio incombusto o le perdite, ma sono anche silenziose, quindi non disturbano la pace e la tranquillità di sentieri di montagna e collina.

GuidoElettrico: Guido Elettrico è un uomo qualsiasi, che però vive in una grande città e crede che ci stiamo avvicinando sempre più alla crisi del petrolio e delle fonti energetiche fossili in generale. Ma soprattutto che la mobilità urbana, e non solo, vada ripensata partendo quindi dai veicoli ibridi o completamente elettrici.

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