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Tamiya Levant, automodello brushless “ritardato”

Ho utilizzato il termine “ritardato” perchè questo nuovo “speed-truck” della Tamiya, il LEVANT, è veramente arrivato tardi. Apparso alla fiera di Norimberga (prima o poi un salto ce lo voglio fare…) non ne avevo sentito parlare prima…e forse un motivo c’è.
E’ un modello Ready To Run (senza però pacco batterie e caricabatterie) che nasce motorizzato brushless, con un motore equiparabile ad un 16 spire (16t), radiocomando a 2 canali sui 2,4 ghz ed ha almeno la nota positiva di essere 4wd, cioè di avere 4 ruote motrici a differenza delle 2 per esempio del Losi Desert Truck o del fratellastro Speed-t o del Traxxas Rustler o Bandit. Di listino supera i 500 dollari…quindi anche “in strada” non credo si troverà a cifre economiche…chissà poi se i negozianti riusciranno a venderlo ad prezzo vicino a quello dei diretti concorrenti…vedremo.
Il modello “nudo” mi sembra troppo plasticoso, soprattutto per il prezzo, molto in stile TT01 e similari, compresi gli ammortizzatori tutti in plastica (la TT01 è stravenduta ma…diciamolo…ormai vecchia, obsoleta e superata nel rapporto qualità prezzo da parecchi automodelli radiocomandati!).

La Tamiya è un GIGANTE del modellismo, esiste da decine di anni, produce e vende in tutto il mondo un numero di modelli statici e dinamici che fanno impallidire qualcunque altro produttore del settore. Mi aspetto cose ben diverse, a prescindere dall’analisi del costo finale al consumatore. Parlo proprio di qualità dei componenti.
Eppure in certe cose ultimamente stà al palo…mi sembra.
Avrebbe la forza di innovare, di tornare a creare modelli veramente performanti, divertenti, economici e di qualità elevata, che potrebbero contare su una rete di vendita capillare, sia per i modelli che poi per i pezzi di ricambio, che non sono certamente l’ultimo dei business e neanche l’ultimo dei pensieri per gli appassionati di questo hobby.

GuidoElettrico: Guido Elettrico è un uomo qualsiasi, che però vive in una grande città e crede che ci stiamo avvicinando sempre più alla crisi del petrolio e delle fonti energetiche fossili in generale. Ma soprattutto che la mobilità urbana, e non solo, vada ripensata partendo quindi dai veicoli ibridi o completamente elettrici.

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