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Intervista a Jeremy Rifkin su BeppeGrillo, illuminante

L’intervista al grande, immenso, assoluto Jeremy Rifkin è illuminante. Semplice, sintetico, invita al coraggio per entrare nella terza rivoluzione industriale, che deve essere prima di tutto una rivoluzione energetica.
Deve cambiare il paradigma, seguire il concetto di peer to peer imparato con Internet per evitare sprechi e massimizzare lo sfruttamente delle energie rinnovabili prodotte in modo distribuito in tutto il mondo. E in Italia in particolare, che Rifkin definisce “la libia delle energie rinnovabili.” 🙂
L’associazione con l’idrogeno è un po’ sopra le mie competenze…non posso valutare quanto e se è effettivamente troppo ottimistica la sua fede nell’idrogeno, la capacità di spostarlo di qua e di là senza troppi problemi, di immagazzinarci dentro energia con facilità…

Curiosi di sapere quali sono le pubblicazioni di Rifkin? Ecco l’elenco

P.S.: da qualche parte devo scriverlo…mi capita sui blog e anche fra amici di sentire un commento ASSURDO sull’utilizzo dei pannelli fotovoltaici, qualcosa come “un impianto che costa 20.000 euro è il minimo per gestire un’appartamento tutto l’anno, è troppo costoso, quindi ancora inutile installarlo”. Ora…è vero che 20.000€ non sono pochi…ma con i finanziamenti e gli incentivi statali l’impegno si ridimensiona. E se pensate alla spesa che sostenete mediamente ogni anno…e che un impianto dura 15-20 almeno, sommate questa cifra diciamo per 20 e dove arrivate? Io ad esempio spendo mediamente 2500€ all’anno di elettricità, quindi me lo ripagherei facilmente. E questo OGGI, con i pannelli che sfruttano il 5-10% dell’energia solare, ma presto arriveranno pannelli sempre più efficienti e allora anche una piccola superficie ANDRA’ sfruttata, sarà un obbligo sociale e morale, non solo una scelta utilitaristica.

GuidoElettrico: Guido Elettrico è un uomo qualsiasi, che però vive in una grande città e crede che ci stiamo avvicinando sempre più alla crisi del petrolio e delle fonti energetiche fossili in generale. Ma soprattutto che la mobilità urbana, e non solo, vada ripensata partendo quindi dai veicoli ibridi o completamente elettrici.

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