Francamente questa informazioni mi era sfuggita…ero convinto che ci fossero dei limiti imposti dall’UE alla produzione di nuovi modelli di auto, perchè non superassero alcuni livelli di emissioni di Co2, sempre per limitare l’innalzamento delle temperature terrestri. (a proposito…non vi sembra che l’argomento abbia poca ECO nei TG??? Se l’UE mette dei limiti…la questione esiste…perchè se ne parla così poco?)
Innvece scopro che la normativa prevede, a partire dal 2012, limiti associati al Gruppo automobilistico, insomma ad un produttore piuttosto che al singolo modello: limite di 125 grammi/chilometro alle emissioni di anidride carbonica da applicare alla media delle emissioni dell’intero parco auto prodotto da ogni casa automobilistica e non ai singoli modelli, magari in relazione al peso, ai passeggeri, o ad altri criteri.
In passato, precisamente nel 1998, ci fu un accordo “amichevole” che fissava l’obiettivo di 140 g/km come limite da rispettare entro 10 anni…cosa che non è affatto stata raggiunta, se non da solo 3 gruppo in Europa: Fiat, Citroen e Renault.
Tanto per fare 2 conti, rispettare i 130 g/km significa avere una automobili che consumano in media 5,5 l/100 km di benzina o 5 l/100 km di gasolio.
Cosa succederà o meglio cosa stà già accadendo? Che lentamente tutte le case dovranno far uscire dei modelli molto meno inquinanti, megli ancora se ibridi o solo elettrici, per potersi permettere ancora di produrre e vendere i SUV, le super-sportive, ecc. Ho l’impressione che si genereranno distorsioni del mercato, strani fenomeni, per cui alla fine “fatta la legge, trovato l’inganno”, però è comunque un deciso passo avanti.
Condivisione della bicicletta, questo è il Bike Sharing.
Avete presente il tanto chiacchierato CAR-SHARING? Ecco…una cosa simile. Servizio di noleggio pubblico delle biciclette, magari elettriche?
L’idea è quella di iscriversi ad un servizio con abbonamenti mensili o annuali, per poi prendere a noleggio una bicicletta in un punto della città e consegnarla ad un orario diverso in un altro punto. E per il futuro è prevista la possibilità che i diversi comuni condividano lo stesso database per cui con differenti abbonamenti sia possibile usifruire del noleggio anche in città diverse dalla propria.
Sembra siano iniziati i lavori a Roma, a piazza di Spagna, con l’obiettivo di creare un centro per noleggio per 250 biciclette a noleggio, così da vivere almeno la “città bassa”, quella fra i 7 colli, inquinando meno, svicolando nel traffico e insomma impattando al minimo sul problematico traffico della capitale d’Italia.
Per Milano, effettivamente più consona come topografia ad ospitare piste ciclabili e ciclisti (e con automobilisti più disciplinati e tranquilli), sembra addirittura siano iniziati i lavori per la creazione di 250 stazioni di noleggio di biciclette, per un totale potenziale di 5000 biciclette. Secondo me i numeri sono un po’ esagerati…magari qualche lettore mi può aiutare a confermali?
E Torino? Entro la fine dell’anno dovrebbero essere disponibili oltre 1000 biciclette distribuite da 100 punti di raccolta, ma per il 2009 si punta ad arrivare alla ragguardevole cifra di 3900 biciclette a noleggio distribuite in oltre 300 punti di raccolta/snodo. Genova, messa forse anche peggio di Roma, inizierà direttamente con le biciclette a pedalata assistita, i numeri ancora non si conoscono però.
Fra le città attive ricordiamo BOLOGNA, con solo 68 biciclette all’attivo e oltre 1000 iscritti al servizio…diciamo che se i numeri sono questi non so quanto nelle città sopramenzionate si riuscità a fare…
Comunque sono circa 100 i comuni attrezzati ed esiste un’associazione dedicata alla “città ciclabili”, l’AICC.
Inevitabile…petrolio a 107$ al barile…la coscienza collettiva non viene smossa da nulla…o comunque i suoi sussulti sono passeggeri, momentanei, di breve periodo e transitori. Quindi se il prezzo del petrolio va su…sale…sale…anche le alternative al petrolio salgono di valore e d’importanza.
E ormai il prezzo è da qualche giorno OLTRE il record storico del 1980, che spesso viene tirato fuori come paragone per dire che tutto sommato con l’inflazione e tutto il resto il prezzo attuale non è così elevato come sembra…invece lo è!
- sempre più cittadini valutano di spostarsi con i mezzi pubblici
- sempre più famiglie valutano se, come e quando cambiare la proprio auto con una delle (poche) auto ibride o elettriche in vendita realmente nei nostri concessionari
- tutta una serie di progetti legati allo sfruttamento delle energie alternative, accantonati negli anni perchè poco convenienti, oggi tornano alla ribalta.
LETTORI per il CLIMA
L’iniziativa ha come tema la riduzione dell’emissione di CO2 individuale, quella che dipende dall’impegno di ciascuno di noi e magari di tutta la nostra famiglia, la sensibilizzazione dell’utente e della comunità in cui è inserito (scuola, condominio, amici, parenti, colleghi di lavoro, ecc.).
L’obiettivo è invogliare il lettore ad impegnarsi in piccoli gesti per ridurre l’emissione del CO2 e contribuire a salvare il pianeta. Ci sono anche “Eco-premi” in palio per i partecipanti.
Video spettacolare, veramente significativo ed espressivo del momento che stiamo vivendo.
Cosa posso aggiungere? Cosa possiamo commentare?
Che sicuramente va presa in seria considerazione ogni alternativa oggi realmente anche solo perseguibile per far fronte alla nostra attuale necessità energetica. Probabilmente saremo costretti a metterla in discussione, così com’è successo durante alcuni anni dello scorso secolo, ma la differenza oggi è sostanziale: prima c’era la speranza che si tornasse alla situazione precedente, oggi questa possibilità è da escludere.
Pensate che ad un meeting alla SHELL, Fatih Birol, capo economista e responsabile della divisione affari economici alla International Energy Agency, ha detto:” Siamo sull’orlo di un nuovo ordine energetico. Dal fronte dell’offerta, la produzione non-OPEC ha raggiunto il picco, cosa non buona per le compagnie petrolifere: saranno infatti le compagnie nazionali a determinare la futura produzione. Tra oggi e il 2030, Cina e India rappresenteranno il 70% della nuova domanda.”Ma nello stesso tempo sappiamo che alcuni pozzi petroliferi vedono già la loro produzione in declino, fino anche al 20% annuo. Per cui stiamo arrivando rapidamente (10-15 anni) ad un punto in cui IN NESSUN MODO l’offerta di petrolio potrà far fronte alle richieste dei paesi che attualmente lo consumano, questo a prescindere da qualsiasi discorso economico legato all’eventuale crescita del prezzo del greggio nei prossimi anni. Anzi sembra che già oggi solamente usando le scorte si riesca a far fronte all’attule domanda. Cioè l’offerta di petrolio è inferiore alla produzione di petrolio , più che all’offerta vera e propria.E la colpa a questo picco la da anche la Resource Investor in un articolo in cui chiede scusa ai soui investitori, proprio perchè per motivi strutturali ha sbagliato la previsione sul prezzo del dollaro, tenendosi molto bassa, più bassa di almeno il 30%…
Perchè la produzione di petrolio potrebbe anche aumentare veramente, anche essere superiore all’attuale, ma comunque non riuscirebbe assolutamente ad aumentare con la stessa curva con cui aumenta il consumo proveniente dai paesi orientali. Paesi che ancora non si sognano di ottimizzare l’efficienza dell’utilizzo dei carburanti fossili, un po’ come hanno continuato a fare in USA fino a pochissimi anni fa, visto che sono in pieno boom e questa è tipicamente una consapevolezza che avviene solo in seguito, purtroppo. E il seguito ormai sarà già troppo tardi. La risposta è nelle energie rinnovabili, energia solare prima di tutto. I biocarburanti possono essere solo una “toppa”, toppa che sembra stia già costando cara…prima ai paesi sottosviluppati, all’Africa e al sud America.