Veicoli elettrici e veicoli ibridi: modellismo e mobilità ecocompatibile, a basso impatto ambientale. Auto ibride e macchine elettriche, moto e scooter elettrici, biciclette elettriche e Modellismo
Un link al sito Eco-Drive è doveroso.
Non si parla di veicoli elettrici, però tutti possono provare a consumare meno già con le normali auto a benzina, diesel, gas, metano
- per risparmiare carburante e quindi denaro
- per risparmiare inquinamento al pianeta, ai nostri figli, ai nostri nipoti…agli alieni volendo essere proprio generosi.
Queste le “regole” di Eco-Drive, domandatevi quante voi stessi ne state applicando:
controllare periodicamente la pressione degli pneumatici;
rimuovere porta sci e portapacchi subito dopo l’uso (viaggiare a una velocità di 120 km orari con il portapacchi sul tetto dell’auto, il consumo di carburante può incrementare tra il 16% e il 39%);
avviare il motore senza accelerare;
accelerare dal basso regime premendo al massimo per tre quarti il pedale dell’acceleratore;
passare il più presto alla marcia superiore (quando il motore è a 2.000 2.500 giri), scalare il più tardi possibile;
viaggiare sempre con la marcia maggiore;
evitare inutili frenate e accelerate (ovvero viaggiare a velocità costante)
non lasciare mai il motore acceso inutilmente.
Volendo si possono aggiungere delle regole…derivate, accessorie, date dal buon senso e dalla guida “tipicamente” italiana:
Cercare di non fermarsi mai, perchè le code dove siamo a pochi metri da chi ci precede è inutile farle a sighiozzo…magari con punte di 20 km/h. Meglio andare mediamente molto piano…senza mai fermarsi.
usare il folle, quando possibile. Nelle lunghe discese, meglio non in curva, frenando con il freno motore se serve, ma in una marcia alta che non ci costringa poi a ri-accelerare per percorrere gli ultimi metri.
Mi domando…e vi domando…
Se ci guardiano intorno nel traffico delle città ci sono migliaia di auto di modelli differenti (spesso con una sola persona a bordo…1,5 tonnellate per spostare 80 kg di peso…ma questa e’ un’altra storia…), ognuna non solo ha sigle diverse sul didietro, ma la vediamo anche esteticamente differenti in qualche particolare.
Se compriamo una rivista di motori di quelle con il listino nella parte finale…oggi questa parte è costituita da centinaia di pagine, alle volte è anche il 50% dell’intera rivista, di cui la parte “di contenuto” è già al 50% e anche oltre piena di pubblicità.
E se sfogliamo quest’ultima parte, i listini delle varie case automobilistiche, vediamo che non solo ognuna ha TUTTI i segmenti di autovettura nel catalogo (le eccezioni sono rarissime…mi vengono in mente FERRARI, PORCHE e poche altre…pensate che anche la Jaguar stà facendo una “piccola” di lusso…) e ogni modello di macchina è proposto con differenti allestimenti interni ed esterni, con motori a benzina, diesel, flexifuel, bipower, metano, gpl, con i sedili di pelle cucita a mano e firmata da qualche stilista internazionale, e via discorrendo.
Ma per produrre tutte queste auto diverse è NECESSARIO, il mercato lo richiede veramente? Quanti modelli “strani” vengono venduti realmente? Le differenze di motorizzazione, fra il 1300 e il 1500 a benzina, fra il 1600 diesel con o senza il filtro antiparticolato (FAP) sono così importanti da dover tenere in catalogo tutte le motorizzazioni??? I clienti non riuscirebbero a orientarsi anche con meno motori sotto il cofano fra cui scegliere? Io credo sia un’operazione di marketing, per creare e far viaggiare la notizia sui giornali, nelle press release, su Internet, nel word of mouth…
E invece non potrebbero evitare di fare, ad esempio, 21 modelli di Citroen C1 (dico 21 e di questi nessuno ibrido o elettrico!!!) o 51 modelli di BMW serie 3, e con il risparmio nella catena produttiva concentrarsi per produrre e vendere ad un prezzo più basso della media, un’auto ibrida city-car o di medie dimensioni o anche berlina o anche un SUV o anche una jeep, basta che sia ibrida con un motore a combustione da pochi cavalli, a supporto?
Il “battage” nei media non potrebbe avere un miglior riscontro rispetto a quello prodotto da 2 “nuovi” modelli, quello PIC-NIC “rosso a scacchi blu” e quello “delux” con brillantini sul cambio e sul volante???
Elenco delle colonnine di ricarica gratuite
per veicoli elettrici presenti a Roma!
Le colonnine al momento sono 11 e dato che ogni colonnina ha più prese, i punti di ricarica sono in tutto 96.
Metto la faccina che sorride perchè come numero non è male…solo che, a mio modesto parere, sarebbe meglio avere coppie di colonnine in 50 posti diversi…piuttosto che un centinaio concentrati in 11 postazioni…
Secondo me con questa situazione veramente il bike sharing in stile Barcellona ha più senso…più punti, costi più bassi, inquinamento veramente ZERO, spero solo che i romani abbiano la capacità di apprezzare l’iniziativa e non distruggere biciclette e punti di smistamento…
Via Appia Nuova n.520, carreggiata verso Largo Colli Albani
Auditorium (parco della Musica), Viale De Coubertin 6, marciapiede destro
Lido di Ostia, Piazza Regina Pacis 10
Spero di trovare già pronta o fare io direttamente una mappa su Google Maps, aggiornabile in tempi rapidi, magari anche leggibile attraverso i nuovi Iphone con GPS integrato (usciranno l’11 luglio)!
Sicuramente queste colonnine non saranno sempre attive, non saranno sempre funzionanti e soprattutto molti automobilisti ci parcheggeranno davanti, però ci sono, esistono e se sempre più persone iniziano a PROVARE ad usarle lentamente le cose cambieranno. Purtroppo sempre in Italia siamo…
Concludo con una testimonianza relativa al “parcheggio selvaggio”…pazzesca!
“…un vigile urbano spettacolare. Aveva parcheggiato la sua macchina personale proprio li, davanti alle colonnine del Corso. Quando uscì dalla macchina, glielo feci subito notare e lui, scocciato, mi disse che erano rotte.
“Proviamo!” gli risposi.
“E’ inutile che provi, ragazzo, son sempre state rotte.”
“E come mai oggi funzionano?”
“Non è possibile. E comunque sono in MISSIONE” e se ne andò via
Chiamai gli altri vigili (il mio problema era ricaricare lo scooter per tornare a casa, non era solo testardaggine), compresero il problema, criticarono il collega, ma non fecero nulla, se non autorizzarmi a parcheggiare sullo stretto marciapiede….“
La Chevrolet Volt ha un design semplice e lineare che caratterizza buona parte dei modelli della General Motors, bassa e sportiveggiante, la linea insomma ci piace.
Passiamo al sodo…Bob Lutz, grande capo di General Motors, dice che questa Volt ha finalmente raggiunto il fatidico obiettivo delle quaranta miglia (circa sessanta chilometri) di autonomia in modalità elettrica, questa infatti è la media percorrenza di un americano per andare al lavoro tutti i giorni.
Sarà un’auto IBRIDA con possibilità di utilizzare le batterie a ioni di litio per muoversi in modalità solamente elettrica, appunto per circa 60 km.
Le motorizzazioni a combustione saranno unicamente di supporto e per la ricarica delle batterie, cioè non avremo un’auto sportiva dalle prestazioni eccezionali, che poi è ANCHE ibrida o totalmente elettrica. I motori benzina o diesel saranno quindi piccoli e dal consumo ridottissimo.
Questo concept è in una fase importante di sviluppo, le prime immagini risalgono ad inizio 2007, e la data di commercializzazione è il 2010, ad un prezzo inferiore ai 30.000 dollari.
E mica poteva stare a guardare…no…una concept doveva tirarla fuori anche Chevrolet per l’auto ibrida del futuro…perchè il presente non va bene per commercializzare auto ibride??? Perchè è una novità che il petrolio stà finendo e i prezzi non possono che salire e l’inquinamento stà distruggendo il nostro pianeta???
Ok, parliamo ANCHE della Volt…sperando un giorno di poter prenotare veramente un suo test-drive…al momento, per farvi capire l’assurdo, al MotechEco di Roma si potevano provare solo 4 o 5 auto definite ecologiche…ma nessuna era elettrica…addirittura c’era in prova la Ford Focus Econetic, che non è altro che una normalissima Focus TDCI da 109 cv, con filtri antiparticolato, olio del cambio diversi, assetto ribassato e altre piccole modifiche molto “marketing-oriented” che riducono il consumo a 4,3 L/100 km. Ottimo risultato, ci mancherebbe…però andiamo avanti, esistono le auto ibride e quelle elettriche e ancora cerchiamo di risparmiare gasolio? Con quello che costa??? (Avete notato che ieri ha superato il prezzo della benzina verde?) Cerchiamo di ridurre il consumo alla fonte, alimentiamo le auto con l’elettricità prodotta da centrali che sicuramente ottimizzano meglio di qualsiasi piccolo motore a scoppio la trasformazione dei derivati del petrolio.
Kenguru è una piccola macchina elettrica per disabili, fatta apposta per le loro esigenze. Ha infatti una grande porta posteriore dalla quale chi è sulla sedia a rotelle può entrare direttamente, senza dover scendere, piegare la sedia, ecc.
E’ stata progettata da una società ungherese, la Rehab.
Senza le batterie pesa circa 290 Kg e ha un’autonomia di 50 chilometri e una velocità massima di 35 km/h, non è un fulmine insomma, ma per la mobilità urbana è sufficiente.
A parte l’indubbia utilità per i portatori di handicap, veramente in difficoltà per quanto riguarda i lunghi tragitti in città, l’auto è anche carina, piccola ma aggraziata nelel forme. Il prezzo al pubblico per i paesi in cui sarà in vendita a breve, sarà di circa 10.000€, anche se non è definito al 100%, come si legge sul sito. Non male se paragonata ad esempio alle micro-car a benzina o diesel che imperversano nelle nostre città consumando e inquinando.