06 aprile 2010 ~ 0 Commenti

General Motors EN-V, interessante… ma preoccupante

L’ultima presentazione di General Motors del“concept vehicle” chiamato En-V, cioè Electric Networked-Vehicle (la vogliamo ancora chiamare “car”? Non mi pare più calzante), sfrutta l’idea di connettere in un network i veicoli che girano nel traffico urbano, magari a sua volta connesso ai principali social network. Secondo GM è la mobilità del futuro.
EN-V trova ispirazione dal prototipo P.U.M.A. (Personal Urban Mobility and Accessibility), sviluppato in joint venture tra GM e Segway, presentato proprio un anno fa. Dotato di 2 motori, uno in ognuna delle ruote grandi, è in grado si sterzare praticamente sul posto… tipo carro-armato. 🙂
Non è un’idea nuova ma ogni volta che la sento desta in me sia grandissimo interesse per le potenzialità, sia un brivido di preoccupazione.
Forse per colpa degli apocalittici film di fantascienza assimilati fin dalla tenera età, continuati con Matrix da ragazzo, però i vantaggi derivanti da questa “connessione” sono sempre accompagnati da immagini di traffico impazzito, tilt del super-computer-cervellone centrale e conseguenti incidenti a catena fra mezzi di trasporto senza dispositivi di sicurezza passiva… con gli anni divenuti inutili credendo che il mega-processore fosse infallibile!

Spero di aver almeno strappato un sorriso, perchè se invece andiamo a valutare le conseguenze sul piano pratico è un’idea che potrebbe modificare radicalmente il traffico urbano: piccole auto elettriche, anche monoposto, che si muovono comandate dall’esterno, alle quali noi uomini dovremmo dare solo l’indicazione del punto desiderato di arrivo. Il traffico poi sarà gestito per tutti, così da ottimizzare gli spazi e i tempi, in uno scorrere fluido e continuo di veicoli elettrici, silenziosi e precisi. Qual’è il problema di fondo di questa visione onirica? Che tutti dovremmo passare a questo sistema… magari inizialmente potrebbe essere un KIT da montare su auto già esistenti negli anni di transizione.
Per arrivare a questa “rivoluzione” GM parla di 20 anni di sviluppo della tecnologia… per me son fin troppo pessimisti, sinceramente, e credo anche noi tutti si abbia la necessità di una rivoluzione della mobilità molto prima!

In tutto ciò manca forse una camponente, che spero possa essere aggiunta nei prossimi 5-10 anni: perchè non permettere la ricarica di ciascun veicolo, a seconda del conducente, tramite rete elettrica “diffusa”? Trasmettere cioè l’energia per il suo movimento o ricarica direttamente dall’asfalto o da qualcosa installato sopra o dentro di esso.
Questo si che permetterebbe a tutti di usarla. E allora mi spingo anche oltre: perchè non de-personalizzare questi veicoli?
A cosa serve la mia auto da 1500 kg parcheggiata in strada mentre sono al lavoro o di notte in garage??? E’ una proprietà che mi offre mediamente 1 ora di “libertà di movimento” al giorno e rimane inutilizzata 23 ore!!!
Pago una retta mensile, me ne serve uno, lo chiamo con il cellulare/palmare e mi faccio portare dove voglio, scendo e quando mi tornerà a servire ne chiamerò un altro. La lettura delle impronte digitali potrà dire al veicolo e all società di gestione chi sono per addebitarmi il viaggio.  🙂

Che ne pensate? Più impauriti o eccitati dall’idea?

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