13 giugno 2008 ~ 1 Commento

Meno modelli e motorizzazioni, e più auto ibride/elettriche?

Mi domando…e vi domando…
Se ci guardiano intorno nel traffico delle città ci sono migliaia di auto di modelli differenti (spesso con una sola persona a bordo…1,5 tonnellate per spostare 80 kg di peso…ma questa e’ un’altra storia…), ognuna non solo ha sigle diverse sul didietro, ma la vediamo anche esteticamente differenti in qualche particolare.
Se compriamo una rivista di motori di quelle con il listino nella parte finale…oggi questa parte è costituita da centinaia di pagine, alle volte è anche il 50% dell’intera rivista, di cui la parte “di contenuto” è già al 50% e anche oltre piena di pubblicità.
E se sfogliamo quest’ultima parte, i listini delle varie case automobilistiche, vediamo che non solo ognuna ha TUTTI i segmenti di autovettura nel catalogo (le eccezioni sono rarissime…mi vengono in mente FERRARI, PORCHE e poche altre…pensate che anche la Jaguar stà facendo una “piccola” di lusso…) e ogni modello di macchina è proposto con differenti allestimenti interni ed esterni, con motori a benzina, diesel, flexifuel, bipower, metano, gpl, con i sedili di pelle cucita a mano e firmata da qualche stilista internazionale, e via discorrendo.

Ma per produrre tutte queste auto diverse è NECESSARIO, il mercato lo richiede veramente? Quanti modelli “strani” vengono venduti realmente? Le differenze di motorizzazione, fra il 1300 e il 1500 a benzina, fra il 1600 diesel con o senza il filtro antiparticolato (FAP) sono così importanti da dover tenere in catalogo tutte le motorizzazioni??? I clienti non riuscirebbero a orientarsi anche con meno motori sotto il cofano fra cui scegliere?
Io credo sia un’operazione di marketing, per creare e far viaggiare la notizia sui giornali, nelle press release, su Internet, nel word of mouth…
E invece non potrebbero evitare di fare, ad esempio, 21 modelli di Citroen C1 (dico 21 e di questi nessuno ibrido o elettrico!!!) o 51 modelli di BMW serie 3, e con il risparmio nella catena produttiva concentrarsi per produrre e vendere ad un prezzo più basso della media, un’auto ibrida city-car o di medie dimensioni o anche berlina o anche un SUV o anche una jeep, basta che sia ibrida con un motore a combustione da pochi cavalli, a supporto?
Il “battage” nei media non potrebbe avere un miglior riscontro rispetto a quello prodotto da 2 “nuovi” modelli, quello PIC-NIC “rosso a scacchi blu” e quello “delux” con brillantini sul cambio e sul volante???

E’ un’idea tanto strana?

1 commento to “Meno modelli e motorizzazioni, e più auto ibride/elettriche?”

  1. Andrea C. 16 giugno 2008 at 10:04 pm Permalink

    Non è strana, è un’idea folle.
    per una casa automobilistica è
    assurdo rinunciare a guadagnare.
    Le tante motorizzazioni e gli allestimenti
    servono per massimizzare il profitto,
    puoi avere poca fiducia nel
    marketing Fiat, ma se lo fanno tedeschi e
    giapponesi vuol dire che sono certi
    che serve.
    Loro non vogliono vendere tutte le vettura ad un unico prezzo, magari onesto, come piacerebbe a te (ed anche a me), loro devono vendere molte auto senza rimetterci, e fra esse una certa percentuale di “speciali” con cui spennare
    rapacemente i clienti che hanno l’esigenza irrefrenabile di svuotarsi le tasche.
    Guarda il listino della Fiat 500 e troverai
    adesivi da 200 euro,
    un capolavoro di marketing
    (con una “t”, ma van bene anche due…).
    Non siamo più nel 1908 quando le automobili di serie erano da scegliersi nere, ora il costo delle personalizzazioni è bassissimo.

    Auto ibride: quando ci sarà da guadagnare,
    le faranno, ora quasi tutti hanno valutato grossi rischi
    e margini nulli, per ora è più facile aggiungere
    un adesivo (di nuovo…un gran valore aggiunto…) “Eco” vicino alla targhetta o
    seguire strade ortodosse, downsizing, etanolo, gas, trattamenti allo scarico.

    Chi investe il proprio denaro è prudente
    e chi deve rispondere del denaro degli azionisti
    lo è anche di più.
    A me dispiace, parecchio, io vorrei che comandasse
    il coraggio dei tecnici piuttosto che la prudenza (a volte taccagna) degli economisti.
    La storia dell’automobile è piena di fallimenti, a volte anche dovuti alla poca prudenza, le meravigliose Citroen dall’avanzatissimo impianto idraulico, hanno portato la casa al quasi fallimento ed è stata poi risanata dalla Peugeot con una (triste) cura di concretezza.

    Solo la Toyota ha creduto all’ibrido, e non sara mai abbastanza aprezzata per il coraggio, ma vorrei far notare diversi elementi di estrema prudenza.

    -Non c’è ancora la versione ibrida di Yaris e Avensis , modelli di successo da non disturbare, non ancora, con il possibile flop della motorizzazione ibrida. Così non si possono fare confronti del tipo “la yaris ibrida consuma meno ma…”. Così nessuno avrebbe mai messo in discussione l’affidabilità delle auto di maggior successo.

    -La linea. La Prius è bruttina, bisogna proprio essere convinti della scelta ibrida per prenderla, la prima Prius era un rospaccio a tre volumi degno dell’europa dell’est negli anni ’60. Se reggevi quella linea le avresti perdonato qualsiasi cosa.

    -La prima prius era un mynimal hybrid, quasi ibrida per finta, usava solo una percentuale bassissima dell’energia negli accumulatori, direi meno del 10%. Sono sicuro che una Prius con lo stesso motore e un cambio robotizzato che le avesse consentito di fare le stesse prestazioni avrebbe consumanto di meno.
    Ora che hanno in giro mezzo milione di batterie e un milione di motori elettrici osano lanciare versioni ibride di altri modelli.
    Spero presto nella Yaris ibrida.

    Qualche casa sta trattando per le licenze di costruire lo stesso powertrain. Altri vanno avanti in proprio, altri aspettano.


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